Perché Telegram è meglio di WhatsApp

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Perché Telegram è meglio di WhatsApp

Messaggio#1 » 12/04/2015, 20:48

Signori e signore benvenuti a una nuova ed emozionante puntata de La domenica di GE!
Dall’alba dei tempi una della necessità primarie dell’essere umano è stata quella di comunicare. Come diceva Aristotele “l’uomo è un animale sociale”, quindi qualsiasi mezzo è stato adottato per avere la possibilità di fare le famose “quattro chiacchiere”. Che il nostro nome sia Giacomo Leopardi, Gabriele D’Annunzio, Ugo Foscolo o Peppino ‘o criminale, non è importante! Ciò che davvero conta è far sapere alle persone che per noi contano quanto sia carino il nostro gattino (ovviamente voi siete tra queste <3 ).

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Segnali di fumo, piccioni viaggiatori, telefoni senza fili e messaggi nelle bottiglie ormai sono diventati obsoleti, fatta eccezione per situazioni alla Cast Away o per gli Amish, ovviamente. È per questo motivo che scegliere l’app ideale è ormai diventato quasi un affare di stato. Ma, nella moltitudine di applicazioni offerte dal Play Store, ce ne sarà mai una perfetta? Hangout potrebbe essere un’ottima candidata, se non fosse che la maggioranza degli italiani preferisce Facebook a Google+. D’altro canto non tutti scaricano Messenger, scambiare messaggi con l’applicazione di Facebook è troppo macchinoso e fin troppi ormai sono stufi di questa applicazione. Cos’altro ci rimane? Fino a poco tempo fa l’unica nostra alternativa era WhatsApp, con tutti i suoi pro e contro, ma adesso Telegram, diventando sempre più famosa, le sta dando davvero filo da torcere.

È ormai da cinque giorni che proprio WhatsApp mi sta torturando per farmi pagare i dannati 0,89 Euro annuali e ho passato ben 10 minuti della mia vita a cercare su quale carta prepagata avevo lasciato qualche centesimo. Voi mi potreste dire “per un’app che ti offre messaggi illimitati verso tutti i tuoi contatti, senza della fastidiosa pubblicità, 0,89 Euro annuali è una cifra più che ridicola! Siete davvero così pezzenti?” ovviamente la risposta è sì! Sicuramente ora ho la possibilità di mandare centinaia e centinaia di frasi sconclusionate a chi voglio, ma WhatsApp offre davvero un ottimo servizio?

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Rispetto alla sua principale concorrente totalmente gratuita ha sicuramente non poche mancanze. Unica tra le due ad aver introdotto un rinnovamento estetico conforme al Material Design e prima a creare l’estensione per PC, Telegram si è posta sempre come pioniera nel regalarci in tempi record le migliori chicche ideate dal suo fantasioso e originale staff. Un’idea che ha attirato l’attenzione dei più estrosi, tecnofili e non, è stata l’aggiunta degli stickers. Questi raffigurano i personaggi più significativi della storia mondiale nelle posizioni relative alle emoji più usate, dando anche la possibilità agli artisti in erba più talentuosi di partecipare al progetto. Un’ulteriore innovazione è stata quella di portare con l’ultimo aggiornamento gli hashtag e le menzioni, già abbondantemente usati nei social network, anche nel mondo della messaggistica istantanea. Tramite i primi sarà possibile creare delle categorie, mentre con gli altri avrete la possibilità di attirare l’attenzione all’interno di un a discussione grazie a una notifica personalizzata.

Chiaramente WhatsApp non poteva rimanere con le mani in mano difronte a tanta concorrenza. Per tale motivo circa un mese fa, dopo un quantitativo innumerevole di rumors, sono state introdotte, eccezion fatta per gli Apple fan, le telefonate tramite lo stesso client di messaggistica. Siccome l’attivazione delle chiamate è possibile solo tramite “invito” da parte di chi già ha sbloccato la funzione, per di più solo in determinati giorni, WhatsApp è attualmente una delle app più discusse su blog, forum e social network. Devo ammettere che in questo caso ci troviamo difronte a una vera innovazione…oppure no? A pensarci meglio è già possibile da anni telefonare tramite Hangout. Facendo un confronto tra le applicazioni, tramite connessione WiFi le telefonate di WhatsApp sono caratterizzate da volume basso e un enorme ritardo, situazione che peggiora, anche se di poco, tramite 4G. Per quanto riguarda l’app del BigG, oltre a permettere anche le videochiamate, la voce risulta più chiara e il volume più elevato rispetto alla concorrente, sia con che senza WiFi.

L’ultima novità è arrivata solo da pochi giorni, ovvero la possibilità di effettuare backup tramite Google Drive. Ma, se da un lato orde di ragazzini festeggeranno la possibilità di mettere al sicuro le ondate di cuoricini, “pucci pucci” e “ti lovvo di bene” (per ulteriori delucidazioni su tale affermazione apparentemente senza senso premere qui), molti altri non stanno sprizzando felicità da tutti i pori. Infatti, sebbene nel nostro contratto di servizio con l’azienda di Mountain View si sottolinei che le proprietà intellettuali di qualsiasi dato rimangano al proprietario, in realtà Google può modificare e riutilizzare i dati pervenutigli tramite Google Drive. “Beh, sicuramente WhatsApp risolverà questo problema, ma ciò non toglie che questa sia un’idea innovativa!” penserà qualcuno, peccato che questa grande novità, permettete il gioco di parole, non sia nuova per nulla! Telegram già da tempo integra il backup automatico delle conversazioni in cloud ma ovviando totalmente al problema sopra citato. Ciò ci porta inesorabilmente alla più grande differenza tra queste due applicazioni, ovvero la privacy.

Telegram, infatti, utilizza una protezione crittografica per garantire elevatissima sicurezza e un sistema di “autodistruzione” in seguito alla lettura, creando così dei veri e propri messaggi top secret. In particolare, la modalità “secret chat” consente agli utenti di cancellare in real time le tracce digitali delle conversazioni virtuali. Inoltre, Telegram sembra volerci sorprendere ogni giorno con una privacy sempre maggiore. Grazie ad uno degli ultimi aggiornamenti, infatti, è ora possibile scegliere un PIN o una password più lunga per proteggere tutta l’applicazione o una singola chat scelta dall’utente. Cosa troviamo invece sull’altro fronte? Purtroppo non cioccolatini e stelle filanti! Sebbene negli ultimi tempi WhatsApp abbia introdotto la crittografia end-to-end, che permette ai soli mittenti e destinatari di leggere i dati inviati, il programma WhatsSpy Public ha svelato un’infelice verità. L’app creata da Maikel Zweerink mostra quanto sia facile tenere traccia delle attività di un utente.

In conclusione, cercando di rimanere come sempre più imparziali possibili, WhatsApp è il male, soprattutto, per quanto mi riguarda, da quando è stata acquistata da quel simpaticone di Zuckerberg. Il problema principale è però che sono ancora obbligata a cacciare ben 0,89 Euro (porca pupazza!!!) esclusivamente perché mamma e babbo non hanno la benché minima intenzione di imparare ad usare un’altra applicazione. Quindi, qual è l’unica cosa che posso fare? Ovviamente continuare a lamentarmi!

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